Home › Foros › Capacitación 2021: Migración y Derechos Humanos › Módulo 1: Las raíces franciscanas del trabajo con movilidad humana › Le “maschere” sociali di Pirandello esistono ancora nella società di oggi?
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lamarc1991
InvitadoSecondo voi le “maschere” di cui parla Pirandello esistono ancora così tanto nella vita di tutti i giorni? A volte penso che sui social sia addirittura più evidente: una persona può mostrarsi sempre sicura, felice, impegnata, mentre magari nella vita privata è completamente diversa. Però mi chiedo se sia davvero una cosa nuova oppure se Pirandello avesse semplicemente trovato un modo molto preciso per descrivere qualcosa che è sempre esistito.
eneria1218
InvitadoSecondo me esistono eccome, anche se oggi abbiamo semplicemente più occasioni per costruircele addosso. Mi capita di notarlo soprattutto sul lavoro: ci sono persone che davanti al capo parlano in un certo modo, con gli amici diventano completamente diverse e magari a casa lasciano cadere tutta quella sicurezza. Non penso necessariamente che sia falsità, perché un po’ tutti cambiamo comportamento a seconda della situazione, però a volte la “parte” che interpretiamo diventa così abituale che poi è difficile capire dove finisca il ruolo e dove inizi la persona vera. È proprio questo che trovo interessante in Pirandello, perché non sembra interessato solo a smascherare gli altri, ma anche a mostrare quanto sia complicato conoscersi davvero. Quando qualche anno fa ho riletto alcune sue opere, mi aveva colpito proprio questa sensazione di disagio, molto più concreta di quanto ricordassi dai tempi della scuola. Per curiosità ho poi approfondito anche la sua storia personale e il luogo legato alla sua infanzia, qui: https://casamuseopirandelloit.com/ . Secondo me conoscere l’ambiente in cui è cresciuto aiuta anche a leggere certe sue riflessioni con occhi diversi, senza ridurle alla solita definizione scolastica della “maschera”.
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